24 Agosto 2016, una tremenda scossa devasta Amatrice, poi Norcia, Visso. Alla fine dello sciame sismico sono 131 i comuni gravemente lesionati e 303 le persone rimaste uccise dagli edifici crollati.

La macchina del soccorso si attiva rapida, vigili del fuoco, corpi militari, protezione civile, ma anche migliaia di volontari si riversano tra le macerie. Scavano con quello che trovano, scavano con le mani sapendo che ogni secondo trascorso è determinante per chi si trova schiacciato dal peso del ferro e del cemento. Schiacciato, imprigionato, ferito, ma ancora vivo.

La terra trema ma a cadere sono gli edifici non sempre costruiti a regola d'arte.

Ho deciso di raccontare questa storia con l'aiuto degli amici Ettore Budano e Marco Mondaini, mostrando un territorio ferito che ricorda lontano il frastuono dei palazzi crollati e ora giace nel silenzio surreale delle zone rosse e dei paesi abbandonati.
Abbiamo voluto denunciare simbolicamente ogni speculazione illecita di chi, con il malaffare ha immerso come uno sciacallo le proprie mani, crogiolandosi nelle risate e negli sbeffeggiamenti, nella torta della ricostruzione.

Soldi spremuti dai mattoni di Amatrice.
Soldi spremuti dai mattoni dell'Aquila, 10 anni prima, quando i morti erano stati 309.

Progetto realizzato per il concorso Canon Giovani Fotografi - Edizione 2019
Cast: Marco Mondaini, Ettore Budano.
Back to Top