Pensando a come avrei potuto approcciarmi fotograficamente al complesso funebre monumentale di Tomba Brion, opera matura dell'architetto Carlo Scarpa, immaginavo un ritratto formale, un preciso e schematico rincorrersi di inquadrature oppresse dal cemento, narranti l'atmosfera grigia di edifici simili a bunker militari.
Dopo pochi passi tra i viali della tomba il mio pensiero è stato stravolto, mostrandomi un luogo di contemplazione e di profonda meditazione.
Spazi ampi e ariosi, prati e vasche ricoperte da ninfee che celano, sotto foglie e petali, precise e affascinanti architetture sommerse e creano forti contrapposizioni con la solitudine indotta dalla profusione del cemento armato.
Colpito dal luogo ho cercato di elevare il mio punto di vista al di sopra della tomba stessa, oltre la colorata cupola-pagoda dalle fattezze di piccola piramide, per osservare al di fuori del muro di cinta come quella piccola città dei morti apparentemente fredda e immobile potesse relazionarsi con la campagna, i boschi e le colline del territorio Asolano.
Ho scelto di dare una personale interpretazione a questa relazione, utilizzando colori saturi e contrasto elevato, per amalgamare i sacri elementi architettonici di Tomba Brion e del piccolo cimitero di San Vito con quelli naturali della campagna limitrofa.
Progetto realizzato durante il workshop di secondo livello Spazi Sacri in fotografia di architettura. Casabella Formazione.
Spazi Sacri Tomba Brion
Spazi Sacri - Tomba Brion
Spazi Sacri - Tomba Brion
Spazi Sacri - Tomba Brion
Spazi Sacri - Tomba Brion
Spazi Sacri Tomba Brion
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